Stralci di GO presi dal quotidiano, teoria, approfondimenti, nuove idee... l'inizio di un viaggio!

martedì 20 marzo 2012

La grande muraglia

Figura 1

In Figura 1 la grande muraglia che e' citata nel titolo.

Questa formazione, da un punto di vista puramente didattico, e' utilizzata per insegnare.
In questa lezione rappresenta il dispiegamento di nero nella fase di "apertura". 
Chi pero' gia' conosce le regole basilari del GO potrebbe subito obiettare: "cosa?"
Come sappiamo nel gioco del GO esistono i turni; quindi nero posa una pietra, bianco a sua volta ne gioca un'altra e cosi' via i due contendenti si alternano.
Quindi la domanda che ha originato l'obiezione e', alla luce di quanto appena esposto, immediata: dove sono le bianche?
C'e' da premettere che il discente gioca con il bianco mentre il docente gioca con il nero.
La prima parte dell'esercizio, e forse sottovalutata, almeno da parte mia, e' proprio questa: posizionare le 5 pietre bianche.


Figura 2
 
Io le ho posizionate cosi' come riportato in Figura 2.

Le indicazioni del sensei, forse non sono arrivate alle mie orecchie, ed io di fatto ho pensato di occupare semplicemente i quattro angoli, ciascuno nel punto a me piu' noto: l'hoshi.

La quinta pietra e' andata parimenti alle altre in uno degli hoshi sul lato.
Cosa c'e' di sbagliato?

Innanzitutto qualsiasi mossa si faccia e' necessario ponderarla e poi viene da se che se avessimo giocato a turni, prima nero e poi bianco e cosi' via, probabilmente io, bianco, non avrei giocato le mie cinque pietre negli angoli.
Perche' direte voi?


Beh io la ragione che mi sono dato, quando la dimostrazione e' terminata ed a seguito ovviamente della spiegazione del sensei (docente) la posso riassumere cosi'.
Nonostante esistano i seguenti due proverbi che recitano:
  • In the beginning, move in the corners first.
    • Ad inizio partita, muovi prima negli angoli.
  • Corners, then sides, then center
    • In una partita di go, sia dal punto di vista del territorio che di formazione di una base, sono da preferire nell'ordine gli angoli, poi i lati e quindi il centro.
ce ne sono altri due altrettanto validi che mi avrebbero fatto giocare diversamente:
  • Only Connect.
    • Stai connesso.
  • In the opening, when you don't know what to play, make a shimari
    • Nella fase di apertura, quando non sai cosa giocare, fai uno shimari
In pratica alla fine del posizionamento nero ha zero territorio ma un gruppo forte al centro; anche bianco ha zero territorio pero' ha cinque gruppi deboli che nero con il suo muro, la grande muraglia appunto, puo' attaccare e trarne profitto.

martedì 2 febbraio 2010

4-4 point low approach, two-space high pincer, without side stone


Si tratta di un Joseki (il titolo del post è preso da Sensei's Library) avvenuto durante una mia partita. Joseki è un termine giapponese che in pratica identifica situazioni di gioco localalizzate nell'angolo (i 4 angoli sono speculari) per cui se entrambi i giocatori effettuano le mosse prescritte nel joseki stesso bianco e nero alla fine si vengono a trovare in una situazione di equilibrio tattico (influenza vs territorio). Tornando alla situazione che voglio descrivere, alla pietra nera sull'intersezione 4-4 (hoshi dell'angolo), bianco risponde con una mossa di approccio (in giapponese kakari) che consiste in un keima basso (3-6) al quale nero risponde con una pinza alta (4-9, in giapponse niken-takabasami). Quindi la sequenza nell'angolo è: hoshi, keima kakari, niken-takabasami.





Il joseki a questo punto prevede che nero possa fare un doppio kakari, cioè un altro approccio alla pietra nell'hoshi. In figura nero gioca A e bianco secondo il joseki gioca in B.
Alcune sequenze nei joseki (i joseki non sono cristallizzati nel tempo ma in continua evoluzione) non ammettono variazioni, mentre altre ammettono le così chiamate varianti. Il kakari in A di nero era una possibilità, mentre B di bianco è obbligato.





Il joseki termina così come mostrato in figura. Nero ha il territorio
sul lato destro e con la pietra 15 che minaccia di prendersi anche l'angolo; infine la nera 9 ha dell'aji, o meglio ha delle potenzialità (potenzialità che deriva però anche dalla situazione sul lato inferiore del goban); si capisce quindi come la tattica lascia il posto alla strategia. Cosa c'è a sinistra?
Bianco invece ha confinato nero in terza linea ed ha acquisito influenza verso il centro e sul lato destro verso l'alto (nero però può ancora spingere verso l'alto) . Anche qui come per la pietra 9 di nero, tale influenza è condizionata da cosa c'è in alto. Dopo la mossa di bianco 18 tocca però al nero che sembra aver guadagnato da questo joseki il sente (in giapponese sente vuol significare iniziativa).



Qui di seguito invece tutto il goban.


Si passa da un discorso locale ad un discorso globale, dalla tattica alla strategia.

In realtà in due siti di Joseki abbiamo mosse diverse nel finale. Su Kogo's Joseki Dicionary la 17 di nero connette mentre per BruGo.BE non connette ma estende sull'hoshi centrale del lato inferiore (dando una mano, credo io, alla pietra nera 9). Nel primo caso bianco gioca 18 mentre nel secondo il joseki termina con la mossa di nero e quindi bianco può in teoria giocare da qualche altra parte del goban.

(I termini utilizzati sono in lingua giapponese.)

lunedì 1 febbraio 2010

Small knight's corner enclosure (Small low enclosure)


E' composta da un komoku (3-4) e un mokuhazushi (5-3).
La formazione delle due pietre è riconoscibile in un keima.
Questa enclosure permette a nero di prendere il controllo dell'angolo, che sarà convertito quasi sicuramente in territorio. Si privilegia quindi quest'ultimo all'influenza.




Essendo questa enclosure molto utilizzata è oggi disponibile un ampio ventaglio di possibili "risposte". Le principali sono le riduzioni nei punti A e B. La prima è una capping (mettere il tappo o fissare un limite superiore, a cap in giapponese boshi) reduction mentre la seconda è una shoulder hit (in giapponese kata-tsuki) reduction.





C
è una risposta utilizzata da Bianco che sembra senza ombra di dubbio voler costruire sul lato sinistro lasciando a Nero il lato superiore.
D ed E sono delle probes (probe=sonda, in giapponese yosu-mi), cioè Bianco cerca di dedurre le intenzioni di Nero dalla risposta alla sua mossa yosu-mi. In realtà E può essere considerata anche una invasione (invasione 4-3) da parte di Bianco.




(I termini utilizzati sono in lingua giapponese.)

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